Riforma del processo civile, rischio che sia lento e inefficace

Sara Biglieri

In merito alla Riforma del processo civile approvata dalla Camera dei Deputati, pubblichiamo il commento dell’Avv. Sara Biglieri, partner di Dentons e coordinatrice del tavolo tecnico “Un programma per l’Italia” promosso da Carlo Cottarelli.

“Il nuovo processo di primo grado rischia di non risultare né più semplice, né più efficace e rapido.

L’impostazione è simile a quella adottata per il processo societario quasi 20 anni fa, che è risultata fallimentare ed è stata abbandonata pochi anni dopo.

L’anticipazione degli scambi di memorie fra attore e convenuto (almeno tre a seguito dell’atto di citazione e della comparsa) rischia di introdurre complicazioni in termini di partecipazione dei terzi, diritto di difesa nel rispetto del contradditorio e ruolo del giudice nella fase preliminare del giudizio.

Il nuovo processo nulla ha a che vedere con il rito del lavoro, che si è dimostrato più rapido ed efficiente e che sembrava avere ispirato inizialmente la riforma.

Fra l’altro, questo complicato meccanismo antecedente la prima udienza si dovrebbe applicare anche al processo avanti al giudice di pace, attualmente più semplificato e snello.

A ciò si aggiunga che le ordinanze interinali, introdotte in una nuova forma, hanno già dato prova di non essere uno strumento efficiente e la previsione dell’assegnazione della causa a un giudice diverso, nell’ipotesi di accoglimento del reclamo nei confronti dell’ordinanza, rischia di essere contrario ai principi di efficienza ed economia processuale.

Il potenziamento degli istituti di ADR va sicuramente salutato con favore, ma è assente ancora una volta l’effettiva funzione propulsiva del giudice di formulare una proposta conciliativa nella prima fase processuale con conseguenze a carico della parte che non accetti e risulti successivamente soccombente”, conclude Biglieri.