Le performance delle società del vino nella Marca trevigiana

Le performance delle società del vino nella Marca trevigiana

Oltre 100 milioni di valore agli azionisti generato dalle società vitivinicole trevigiane in 4 anni. Nell’M&A aziende compravendute a 11 volte il valore del proprio margine operativo lordo.

Sono 23 le società di capitali in provincia di Treviso con ricavi superiori ai 10 milioni di euro attive nel settore vitivinicolo. Dall’analisi condotta da Zara&Partners sui bilanci degli ultimi 4 anni di queste società, emerge nell’ultimo quadriennio un aumento dell’EBITDA (margine operativo ante imposte) pari al 22,90%, con una crescita del fatturato medio del 31,88%.

“Tali performance – evidenzia Massimo Zara, fondatore di Zara&Partners sono state raggiunte grazie al fatto che le imprese hanno lavorato sia sul contenimento di costi operativi sia sulla efficienza di propri stabilimenti produttivi, aumentando notevolmente gli investimenti in beni durevoli”. 

L’aumento del valore economico generato agli azionisti da queste 23 società è di circa 104 milioni di euro riconducibili alla gestione degli ultimi 4 anni, mentre il maggior valore economico totale di queste società, rispetto al patrimonio netto contabile, ammonterebbe ad oltre 380 milioni di euro.

“I tre i principali aspetti che influiscono sul valore economico di queste società analizzate – continua Massimo Zara sono la maggiore redditività nel quadriennio analizzato, l’andamento dei multipli di mercato testimoniati dalle transazioni avvenute in Italia e la variazione in aumento dei debiti bancari, da questi emerge che l’andamento del valore economico – registra un notevole aumento a favore degli azionisti.” 

Unico neo rimane il rapporto tra PFN/EBITDA (posizione finanziaria netta / margine operativo lordo) che passa di media per le società considerate da 1,83 a 3,55 a causa dei maggiori debiti bancari contratti per sostenere la crescita e lo sviluppo. Sul fronte degli investimenti, infatti, emerge infatti che l’attività di sviluppo è stata realizzata attraverso il ricorso ad indebitamento bancario, che ha registrato un importante aumento dell’87,6%.

L’impatto del nuovo codice della crisi di impresa nel settore vitivinicolo della Marca

Zara&partners ha analizzato anche la probabilità d’insolvenza delle aziende del settore vitivinicolo della provincia di Treviso, attraverso un campione di 65 società di capitali, che con i loro 980 milioni di fatturato complessivo rappresentano la maggioranza del giro di affari del vino nella Marca stimato in 1,3 miliardi di euro.

Si tratta di 23 società con fatturato superiore ai 10 milioni di euro e 41 con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro, con un l’EBITDA medio nell’ultimo bilancio pari all’ 8,12%.

Applicando ai bilanci di esercizio il metodo di analisi “Z-Score” di Altman è emerso che le imprese di maggiori dimensioni – si tratta delle 23 società con un fatturato complessivo di 835 milioni di euro – registrano una minore probabilità di insolvenza (Z-Score medio maggiore del 2,88%), evidenziando che tanto maggiore è la dimensione dell’impresa, tanto minore è il rischio per i creditori di fare affari con le imprese. 

“Si tratta di un dato – conclude Zara in linea con la classifica di Mediobanca sul settore vinicolo dell’aprile 2018, da cui emerge che secondo l’indice Z-Score normalizzato calcolato da Mediobanca, le prime 5 imprese classificate sono venete di cui 3 attive nella provincia di Treviso”.

Un mercato effervescente anche nell’M&A

Quello del vino è un mercato molto attivo anche nella compravendita di aziende che secondo i multipli di settore sono acquistate al valore di 11 volte il margine operativo lordo. Zara & Partners ha analizzato le principali transazioni M&A (fusioni e acquisizioni) tra il 2016 ed il 2017, tra cui emergono in Italia, la vendita di Sella & Mosca S.p.A. a Terra Moretti Distribuzione S.r.l. e N.U.O., la vendita di Farnese Vini S.p.A. a NB Renaissance Partners ed il produttore di prosecco Canevel Spumanti S.p.A. ceduto a Masi Agricola s.p.a. 

Tra le principali transazioni sui mercati esteri, invece, spiccano la cessione di Juve & Camps S.A.U., noto produttore spagnolo di vino spumante Cava, a Scranton Enterprises BV e la vendita della francese Chateau de Sancerre Winery ceduta da Campari ad Ackerman S.A.

Il consumo mondiale di vino relativo all’anno 2017 è stato stimato in 243 milioni di ettolitri, in crescita di circa 2 milioni rispetto all’anno precedente, a fronte di una produzione che (esclusi succhi e mosti) ammonta a 250 milioni di ettolitri, in calo di di 24 milioni di ettolitri rispetto all’anno precedente. Nel 2017 è proseguito l’allineamento tra i livelli di produzione ed il consumo. I tre principali paesi produttori al mondo sono Italia, Francia e Spagna che hanno registrato una profonda riduzione della produzione che si è attestata tra il  -17% e il -20%.

Il mercato mondiale del 2017 ha evidenziato le seguenti tendenze:

  • i vini spumanti continuano ad essere protagonisti della maggiore crescita, sia in termini di volumi sia di valore complessivo;
  • un’importante quota delle esportazioni in volume, di Italia e Francia, è rappresentata dai vini spumanti;

In Veneto, secondo i dati Istat, nel 2018 sono stati prodotti 12.9 milioni di ettolitri di vino, +52% sul 2017 e +48% sulla media degli ultimi 10 anni.