Visual Law – Considerazioni Sul Suo Utilizzo

Tutte le notizie che appaiono seguono la stessa traiettoria nella loro adozione e il “visual law” non è diverso. Secondo Gartner, le nuove tecnologie seguono un modello di adozione come mostrato nella figura seguente:

A mio modesto parere siamo nella fase ascendente, subito dopo il cosiddetto “trigger di innovazione” del grafico e ancora lontani dalla fase di adozione e piena accettazione, ma veniamo alle considerazioni.

Tradizionalmente, la comunicazione legale formale si basa su testi scritti e per secoli le parole sono state lo strumento di lavoro degli avvocati ed è per questo che tutti i bravi avvocati hanno come arma principale l’ottima padronanza della lingua parlata e soprattutto della scrittura, ma questo sta cambiando!

Come ho sempre commentato, un buon avvocato deve avere tre caratteristiche principali: buone capacità analitiche, buon ragionamento sintetico e ottime capacità di comunicazione (sia verbale che scritta) per spiegare la situazione ed esprimere chiaramente le proprie argomentazioni e richieste. Il grande cambiamento introdotto dal “visual law” è che l’avvocato ora ha nel suo arsenale un’arma in più, che sono le immagini o gli elementi grafici. La massima del concetto di diritto visivo è l’applicazione del detto “un’immagine vale più di mille parole” nella comunicazione legale ed è proprio a questo punto che iniziano le nostre considerazioni.

Il primo di questi riguarda l’affinità individuale e l’attivazione di parti del cervello che non sono state addestrate o che non sono state sviluppate fin dall’infanzia. Ricordiamoci che nel cervello di ognuno di noi ci sono tendenze naturali per diverse forme di ragionamento (come il ragionamento induttivo o deduttivo) e affinità per il linguaggio o per i numeri e tradizionalmente i giovani futuri avvocati scelgono fin da piccoli l’area chiamata umana e non quello delle scienze esatte. Come adattare allora, queste persone ad assorbire altri ragionamenti e forme espressive?

La seconda è la formazione stessa del professionista, perché finora si basa sulla logica del linguaggio, sulla comprensione dei testi e sulle loro interpretazioni e argomentazioni e richiederà ai nuovi avvocati di incorporare nuove forme di ragionamento che possono essere diverse con l’uso di nuovi strumenti che non sono ancora offerti nelle università. Affinché un avvocato possa utilizzare, ad esempio, un diagramma di flusso allegato al suo testo, deve prima conoscere la logica di questo strumento e imparare a usarlo e interpretarlo.

Il terzo è il corretto dosaggio dell’uso di queste altre forme espressive, in quanto dovrebbero essere utilizzate solo se rendono più intelligibile il documento nel suo insieme e rendono più chiaro il messaggio trasmesso. L’obiettivo è sempre quello di velocizzare e facilitare il processo di comprensione e non di rendere il documento più “carino”! Un altro punto è tenere sempre presente che questo strumento (come qualsiasi altro) non si applica a tutti i documenti e dovrebbe essere utilizzato quando la sostituzione del testo con un’altra forma di espressione visiva ne aumenta davvero la chiarezza e ne migliora la comprensione.

Il quarto, che mi sembra il più importante e il più difficile da realizzare, è l’accettazione da parte dell’altra parte che riceverà l’atto, nella maggior parte dei casi è la magistratura, che è tradizionale per definizione. Al culmine dei miei 60 e molti anni, ricordo quando all’inizio degli anni ’80, quando iniziarono ad apparire i computer con i loro sistemi non ancora adattati alla lingua portoghese e stampanti a matrice, i caratteri specifici della lingua portoghese come il “ç” chiamato “cê-cediha” non erano stampati correttamente e alcuni giudici non accettatavano le petizioni stampate in questo modo.

Analizziamo alcuni esempi.

Per prima cosa, immagina la figura a sinistra che spiega chiaramente il diagramma di flusso della produzione casearia (scelto casualmente da Internet) e che per qualche motivo dovrebbe essere descritto testualmente per coloro che leggeranno il documento. Quanti paragrafi o addirittura pagine dovrebbero essere usati per descriverlo? Sarebbe così chiaro?

A seconda delle capacità di scrittura dell’avvocato (citate all’inizio di questa discussione), molto probabilmente no! La figura stessa mostra in modo chiaro e intuitivo il processo e non è necessario essere un tecnico per capirlo.

Un altro esempio molto comune è la trascrizione di un terreno rurale in un atto. Hai notato quanto sia confuso da capire? Se non c’è un disegno di accompagnamento, la difficoltà è ancora maggiore!

In questa discussione non voglio solo evidenziare gli aspetti negativi, ma piuttosto mettere in guardia sulle difficoltà che gli innovatori incontreranno o stanno già incontrando. Come commento sempre, sono un fanatico della tecnologia e dell’innovazione e ritengo brillante il concetto del “visual law”, in quanto renderà la pratica legale più chiara per tutti, meno ermetica e più obiettiva e, soprattutto, più agile.

Più avvocati lo adottano, meglio è. Mi auguro sinceramente che in un futuro molto prossimo questa forma di espressione giuridica sia comune e sostituisca il complesso e inverosimile “legalese”.

Author: José Paulo Graciotti