L’ANAC archivia il procedimento a carico del Vice Sindaco di città di Messina

L’Anac, con deliberazione n. 286/22, in accoglimento delle difese dell’Avvocato Santi Delia, ha ritenuto insussistenti le ipotesi di inconferibilità di un incarico apicale nell’ambito dei cosiddetti GAL (enti di diritto privato in controllo pubblico istituti al fine della promozione dei territori degli enti locali) nei confronti del Vice Sindaco della Città metropolitana di Messina.

La natura giuridica dei partenariati pubblico-privati denominati Gruppi di Azione Locale (GAL), è stata esplorata tanto dall’ANAC quanto da attenta dottrina, trattandosi di un modello sempre più protagonista dello sviluppo locale di tipo partecipativo cofinanziato dai fondi strutturali e di investimento europee. Il caso, assolutamente innovativo con riguardo ai principi trattati, ha valorizzato il peculiare ruolo di tali Gruppi di Azione Locale e la circostanza che le decisioni siano assunte dai CDA ove siedono i rappresentanti degli Enti locali che li partecipano.

In tal senso, presso tali enti di partenariato pubblico privato, non può assumersi la figura di Dirigente “per come delineata dal quadro normativo vigente (art. 15 e ss. del d.lgs. n. 165/2001, art. 107 e ss. del d.lgs. n. 267/2000”, ma mere figure titolari di rapporti di collaborazione.

“L’avvocato difensore”, chiarisce ANAC, “ha, infatti, dedotto che l’interessata, titolare di un contratto di collaborazione, non ricoprirebbe alcun ruolo dirigenziale nell’ambito del GAL poiché l’incarico di Responsabile dell’ufficio di piano non comporterebbe l’esercizio di competenze di amministrazione e gestione; queste ultime spetterebbero unicamente al consiglio di amministrazione del GAL che verrebbe coadiuvato nell’esercizio delle mansioni proprio dall’opera di mera preparazione istruttoria {di atti e di provvedimenti) resa dalla stessa. Ella, dunque, non deterrebbe alcun potere decisionale tipico del ruolo della dirigenza come quelli, a titolo esemplificativo, concernenti la gestione del personale nonché delle risorse finanziarie assegnate all’ufficio.

In tal senso, secondo Anac, è risultata decisiva la prospettazione difensiva dell’“assenza di quei poteri decisionali tipici della dirigenza implicante l’autonomo esercizio dei poteri di spesanonchè di gestione delle risorse finanziarie e umane”.

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