La tecnologia come alleata nella prestazione di servizi legali

La tecnologia come alleata nella prestazione di servizi legali

Molto è stato discusso e profetizzato che la professione legale sarà sostituita nel prossimo futuro dai computer e dall’applicazione di robot e intelligenza artificiale, una previsione che non condivido. Quello che probabilmente accadrà e, tra l’altro, ha già iniziato ad accadere, è l’aiuto della tecnologia in quei compiti in cui non sono necessarie le competenze di un buon avvocato.

 Ho più volte ripetuto che il cosiddetto “buon avvocato” è uno che ha tre caratteristiche: un’ottima capacità di comprensione e di analisi nell’apprendere il problema posto dal cliente, confrontandolo con il groviglio delle leggi esistenti; una capacità di sintesi individuando la soluzione adeguata indicata per quella specifica sfida e, infine, un’ottima capacità di comunicazione ed espressione verbale e scritta per presentare le proprie argomentazioni in sede processuale e/o contrattuale.

Se analizziamo una tipica giornata lavorativa di un avvocato, vedremo la seguente situazione:

Oltre all’attività principale dell’avvocato di generare una soluzione legale alla sfida del suo cliente, che dipende solo dal suo cervello, ha bisogno di altre cose: cercare le informazioni e decidere quella migliore da usare, preparare il documento (scriverlo ), gestire e motivare il tuo team, gestire l’evoluzione del lavoro, gestire il processo di fatturazione, analizzare finanziariamente i risultati di ogni soggetto/cliente; mantenere il contatto e sviluppare empatia con il tuo cliente, promuovere istituzionalmente il tuo lavoro, cioè una serie di compiti che non dipendono dalle tue conoscenze e competenze legali sopra menzionate.

È proprio in questi compiti che la tecnologia può e deve aiutare gli avvocati ad essere più efficienti, ricordando sempre che la pressione esercitata dai clienti per prezzi più competitivi associata ad una maggiore concorrenza in questo mercato fanno dell’efficienza e della produttività un differenziale per ottenere nuovi lavori e clienti.

Vediamo ora di seguito le attività elencate nell’indagine condotta nel 2018 nel World Economic Forum e pubblicata dal sito www.statista.com (che consiglio di conoscere) come quelle che vengono continuamente assorbite dalla tecnologia e vedremo che esiste una quasi perfetta correlazione tra queste e quelle accessorie alla professione (sopra citate) che ogni avvocato deve fare.

Un altro punto da considerare è che la ricerca è stata condotta prima della pandemia e si può immaginare che molti di loro abbiano avuto maggiore importanza nel nuovo modus operandi che si stabilirà quando torneremo alla nuova “normalità”.

In altre parole, le attività considerate a rischio di essere sostituite dalla tecnologia sono proprio quelle considerate complementari nel caso degli avvocati e la sua adozione, importante e necessaria, non farà altro che aumentare la sua capacità produttiva.

La grande sfida per l’avvocato, oltre alla sua conoscenza giuridica, che è una premessa, è la sua resilienza, nell’adattare e incorporare le nuove tecnologie nella sua vita quotidiana e per essere un professionista più eclettico e completo.

José Paulo Graciotti

Scritto da:

José Paulo Graciotti, consulente e autore del libro “Strategic Governance for Law Firms”, (disponibile anche nell’edizione italiana “La Governance Strategica degli Studi Legali”), fondatore di GRACIOTTI Consultants, membro di ILTA e ALA. Da oltre 33 anni opera nel mondo dei servizi legali, sia come fondatore che con incarichi di alto livello dirigenziale.

www.www.jpgraciotti.it

Author: José Paulo Graciotti