La clausola Monti viola il diritto comunitario nel settore dei giochi


Il Tribunale di Frosinone ha dato applicazione ai principi fissati dalla Corte di Giustizia Europea, dichiarando che la clausola introdotto dal Governo Monti sulla cessione della rete è una “plateale distorsione della concorrenza imprenditoriale nel settore dei giochi”.

Si conclude con tale sentenza la causa sollevata in Lussemburgo da Stanleybet.

La Corte di Giustizia Europea nella sentenza Laezza, dopo aver individuato diversi profili di contrasto con il diritto comunitario, aveva demandato al giudice del rinvio alcune valutazioni di merito, e la sentenza emessa dal Tribunale di Frosinone ha ribadito che il bando di gara Monti è in contrasto con i principi comunitari afferenti il diritto di stabilimento e di libera prestazione di servizi. Il Tribunale ha quindi disposto la disapplicazione della sanzione penale con il conseguente venir meno della concreta configurabilità del reato ipotizzato a carico della Sig.ra Rosannaa Laezza.

Nel 2012, l’Italia ha avviato una gara d’appalto al fine di attribuire nuove concessioni. Lo schema di convenzione della concessione, allegato al bando di gara, prevedeva, segnatamente, che, in caso di scadenza, decadenza o revoca della concessione, il concessionario era tenuto a cedere a titolo non oneroso l’uso dei beni materiali e immateriali che costituivano la rete di gestione e di raccolta

del gioco.

Il Collegio di Frosinone ha ribadito con forza la valutazione dei giudici comunitari nell’ordinanza sul ricorso di Rosanna Laezza – rappresentata dall’avvocato Daniela Agnello, partner dello Studio Legale Agnello – titolare di un centro scommesse di Frosinone collegato alla società inglese Stanleybet, che opera in Italia nel settore della raccolta di scommesse.

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Author: Andrea Canobbio.