La Cassazione accoglie il ricorso di Spreafico contro l’Agenzia delle Dogane


Padova. È stata la quinta sezione della Suprema Corte, presieduta dal giudice Francesco Tirelli, ad accogliere il ricorso dell’azienda Spreafico Francesco F.lli Spa contro l’Agenzia delle Dogane che contestava maggiori imposte nell’importazione di aglio.

Spreafico Francesco F.lli Spa è stata assistita dagli avvocati Gianfranco Rondello dell’omonimo studio legale in Padova e Massimo Moretto dell’omonimo studio legale in Chioggia, con l’avvocato romano Claudio Mazzoni.

La vicenda riguarda due avvisi di accertamento relativi a diritti doganali dovuti a seguito di importazioni di aglio effettuate presso varie dogane italiane nei primi anni 2000.

L’Agenzia aveva contestato a Spreafico di aver “aggirato il contingentamento dell’aglio imposto dalla disciplina dell’unione europea – si legge in sentenza – e di aver evaso i diritti doganali e l’ i.v.a. attraverso un meccanismo fraudolento”. In particolare – continua la ricostruzione dei fatti in sentenza – l’Agenzia aveva contestato che “la società importatrice Malvi Cervati ha

acquistato prodotti senza il pagamento del maggiori diritti di confine e per quantità superiori a quelle a essa spettanti nell’ambito del

contingentamento, utilizzando titoli che consentivano l’importazione con dazio di favore da parte della Spreafico, nel contingente ad essa assegnato.”

Secondo le dogane Malvi Cervati, assistita dai medesimi legali di Spreafico, acquistava aglio utilizzando titoli di importazione di altre società, tra cui Spreafico, a cui vendeva l’aglio “con emissione di fatturazione allo stato estero e indi riacquistando le partite di aglio dopo l’assolvimento delle formalità doganali.”

In primo grado Spreafico aveva ottenuto l’annullamento degli avvisi di accertamento dalla Commissione Tributaria Provinciale di Padova, decisione ribaltata in appello dalla Commissione Tributaria Regionale di Venezia che aveva confermato gli atti impositivi.

Con sentenza pubblicata il 27 gennaio scorso la Suprema Corte ha accolto le tesi della difesa di Spreafico, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto e ha rinviato alla medesima CTR in diversa composizione per una nuova decisione.

Con un fatturato di circa 300 milioni di euro Spreafico, con sede principale a Dolzago e numerosi punti logistici in Italia, si occupa della produzione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli con presenze nella grande distribuzione organizzata, nei centri grossisti e nei mercati ortofrutticoli.

Malvi Cervati è attiva dal 1965 nella produzione, importazione e distribuzione di aglio con 7000 tonellate all’anno lavorate nella sede di Villadose (Rovigo).

Involved fees earner: Gianfranco Rondello – Rondello Gianfranco;

Law Firms: Rondello Gianfranco;

Clients: SPREAFICO; Malvi Cervati;

Author: Massimo Casagrande