Herbert Smith Freehills, le nuove tecnologie richiedono la tutela del know-how

Herbert Smith Freehills, le nuove tecnologie richiedono la tutela del know-how

L’evoluzione tecnologica, accelerata dal Covid-19, sta mutando significativamente anche la disciplina legale, portando il legislatore e le aziende a rivedere e ridefinire i propri modelli e le norme di riferimento. Uno dei risultati tangibili di questo cambiamento è l’affermarsi di norme e di prassi sui segreti commerciali, un modello di tutela a cui le aziende fanno sempre più affidamento per difendere le nuove tecnologie ed evitare il rischio di appropriazione indebita da parte di ex dipendenti, consulenti e concorrenti di quel know-how riservato che costituisce un asset di altissimo valore. 

Questo trend riflette anche l’intensa attività di consulenza registrata in questo campo dal team internazionale e italiano di Herbert Smith Freehills. L’ufficio milanese di HSF nell’ultimo anno ha fornito assistenza ad un numero sempre maggiore di clienti, specie nei settori dell’Industria, del Food e del Tech, nell’implementazione di un vero e proprio modello di tutela da inserire all’interno dell’organizzazione aziendale in modo da garantire l’individuazione, la marcatura, il riconoscimento, la gestione e la tutela del know-how riservato.

“Anche in Italia stiamo assistendo a un vero e proprio cambio di paradigma, seppur in misura minore rispetto agli altri Paesi, che già da tempo hanno mostrato un notevole interesse per questa forma di tutela alternativa al sistema brevettuale”, commenta Pietro Pouché, Of Counsel dell’ufficio milanese di Herbert Smith Freehills. “I costi dei brevetti sono tradizionalmente alti, anche in termini di tempo e competenze impiegati, così come sono più complesse le ricerche di anteriorità, la stesura delle rivendicazioni, la necessità di registrazione in più giurisdizioni. Tutto ciò oggi si scontra con un’obsolescenza sempre più accelerata delle invenzioni soggette a brevetto, che in molti casi scoraggia le aziende a intraprendere l’iter brevettuale, portandole a investire invece risorse e attenzione alla tutela del segreto commerciale, che meglio si adatta a tutelare processi produttivi e metodologie che potrebbero difettare dei requisiti di novità assoluta imposti per la concessione di brevetti”. 

Molte delle aree coperte tradizionalmente dalla materia brevettuale stanno infatti lasciando il campo alla protezione del know-how, che copre una vasta area di informazioni ed esperienze tecnico-industriali, oltre a informazioni commerciali che assicurino vantaggi concorrenziali, su cui l’azienda esercita legittimo controllo e che si rivela oggi particolarmente efficace proprio per le nuove tecnologie che rischiano di diventare presto obsolete. La protezione dei cosiddetti segreti commerciali sui prodotti, servizi e processi aziendali strategici, garantisce infatti tutele internazionali più rapide e durature nel tempo, a costi minori, e con oneri probatori semplificati. Inoltre, basti pensare ad esempio che i dati generati dall’intelligenza artificiale possono in alcuni casi essere privi dei requisiti normativi di brevettabilità, mentre possono accedere alle forme di protezione conferite dal know-how, come segreti commerciali. 

È importante, al fine di garantire un’effettiva tutela del know-how, che l’azienda implementi misure di sicurezza adeguate e che si doti di strumenti ad hocche possano essere utilizzati come prove della titolarità e delle riservatezza delle informazioni in caso di procedimenti contro terzi”, conclude Giulia Maienza, Associate di HSF, Tra le misure di sicurezza, le tecnologie blockchain, che usano sistemi crittografati per la protezione delle informazioni riservate, attestano l’esistenza e la titolarità di un segreto commerciale, forniscono un’attestazione temporale e minimizzano al contempo il rischio di hacking, giocheranno un ruolo sempre più importante per imprese che intendono investire in questa forma di tutela”.