Cultiva vince contro il Fisco

Tra le pronunce rilevanti in materia di esterovestizione in Triveneto, c’è stata quella del 2019 a favore di Cultiva Europe Ltd assistita da GBA studio Legale e Tributario con l’avvocato Massimiliano Leonetti e i dottori commercialisti Guido Gasparini Berlingieri e Marco De Marchis.

Si tratta di una vicenda nata nel 2011 quando l’Agenzia delle Entrate di Rovigo aveva emesso un avviso di accertamento in materia Ires ed Irap. Nel 2017, dopo 19 mesi di indagini, il Fisco aveva contestato alla società contribuente con sede legale in UK, la sostanziale esterovestizione, ritenendola “un’entità collettiva avente, per contro, effettiva sede in Italia e, come tale, tenuta a dichiarare in Italia i relativi imponibili fiscali, per cui venivano ricostruiti induttivamente i ricavi ed il reddito prodotto nell’annualità in esame, calcolate le imposte  dovute ed irrogate le sanzioni amministrative conseguenti all’omessa presentazione della dichiarazione annuale ed all’omesso versamento delle imposte”.

Il Fisco aveva fondato la sua pretesa sul fatto che “la direzione effettiva della società contribuente sarebbe collocata in Italia in corrispondenza della sede della società Cultiva Consortile che è quel soggetto italiano che raccoglie i produttori ortofrutticoli fornitori delle merci fresche vendute a Cultiva Europe in UK, poiché tutti gli aspetti relativi ai quantitatitvi da fornire, alle qualità delle merci, al prezzo da praticare venivano stabiliti in Italia.”

Una tesi smontata dai difensori di Cultiva Europe Ltd. secondo cui la società commerciale aveva effettivamente la sede e la struttura operativa nel Regno Unito. In particolare la difesa ha prodotto prove documentali esaustive per dimostrare che il socio di maggioranza, legale rappresentante ed uno degli amministratori erano di nazionalità e residente in UK, che gestivano tutti i rapporti con i terzi (banche, autorità pubbliche, uffici tributari, sanitari, etc.) e con i clienti. Inoltre Cultiva Ltd era riconosciuta all’autorità britannica come soggetto fiscalmente residente in UK. La società, infatti,disponeva di una amministrativa, concessa in locazione, con dei dipendenti attivi, riceveva corrispondenza proveniente dagli uffici fiscali britannici e controlli sia fiscali che sanitari dalle autorità britanniche.

Nella sostanza – si legge in sentenza – “seguendo uno schema societario piuttosto frequente, abbiamo un soggetto italiano che coordina e promuove la produzione in Italia di ortaggi e frutta fresca (Cultiva Consortile) ed un altro, sedente all’estero, che svolge l’attività di commercializzazione in UK ed in altri paesi del nord Europa di quegli stessi prodotti e, considerato il reale collegamento tra i due soggetti societari, hanno una parziale coincidenza delle persone che amministrano l’una e l’altra senza, però, determinare una coincidenza tra i due soggetti che, in effetti, svolgono attività diverse in Stati diversi.”

Così la Commissione Tributaria Provinciale di Rovigo, presieduta dal giudice Paolo Gava, ha annullato gli avvisi di accertamento e condannato il Fisco al pagamento delle spese di lite.

Cultiva di Taglio di Po con oltre 60 milioni di euro di fatturato, è leader italiano nella coltivazione di radicchio rosso di Chioggia Igp, ed è tra i più rilevanti produttori di insalatine in Europa. IL gruppo comprende il gruppo comprende la Cultiva Società Agricola, la Cultiva Europe Ltd e Cultiva Farms Usa Llc.

Involved fees earner: Marco De Marchis – GBA Legale e Tributario; Guido Gasparini Berlingieri – GBA Legale e Tributario; Massimiliano Leonetti – GBA Legale e Tributario;

Law Firms: GBA Legale e Tributario;

Clients: Cultiva Europe ltd;