Ripercussioni delle decisioni della Federal Reserve sul mercato del Sud America

Federal Reserve

Con una decisione comunicata ieri sera dal presidente Janet Yellen, la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse americani portando così i Fed funds dallo 0-0,25% allo 0,25-0,50%.

Seppure il rialzo sia solo di 0,25% e la decisione fosse largamente attesa, la mossa della banca  Centrale americana ha una portata storica che interrompe una politica che continuava dal 2006.

Se i mercati hanno probabilmente già scontato l’attesa decisione, la politica di rialzo dei tassi avviata con la decisione della FED potrebbe avere effetti sull’economia globale.

Il ventre molle potrebbe questa volta essere il Sud America dove il Brasile non è riuscito a sfruttare a pieno il ciclo positivo che si è concluso lo scorso anno e che già sta scontando – come del resto tutti gli stati sud-americani – la diminuzione dei prezzi di materie e la flessione dei prezzi della Soia, grano e dei minerali che impattano negativamente sulla bilancia commerciale di questo Paese.

Da rilevare inoltre che i paesi dell’America Latina, con un debito spesso denominato in dollari, risultano essere più “esposti” ad eventuali rialzi del costo del danaro in USA che, inevitabilmente, si trasforma in un aumento diretto del costo del debito per economie che in alcuni casi hanno avviato negli ultimi anni investimenti infrastrutturali importanti.

Infine, Paesi che tradizionalmente sono soggetti alla cosiddetta “Dollarization de la Cartera” ovvero della trasformazione in dollari del risparmio, accompagnato – molto spesso – dal trasferimento in giurisdizioni più “sicure” potrebbero subire piccole o grandi emorragie di valuta.

In questi ultimi anni, molti studi internazionali hanno investito in Sud America costruendo strutture anche rilevanti e sfruttando la crescita economica di questi Paesi.

I grandi Studi Spagnoli come  – per menzionare i più importanti – sono tradizionalmente presenti in America latina ed hanno moltiplicato i propri investimenti in questi ultimi 10 anni.

Se ovviamente un mercato meno dinamico significa per gli Studi Legali meno profitti, occorre rilevare che il mercato legale ha dimostrato – anche durate le fasi più severe della crisi in Europa o negli USA – di essere in grado di reggere bene concentrandosi su servizi “difensivi” come il Litigation ovvero il restructuring, eventuali minori profitti normalmente scatenano una serie di movimenti di mercato con spin-off  di dipartimenti (magari i più performanti) ovvero di passaggi di professionisti.

Seppure ancora oggi permangano alcune restrizioni alla operatività degli studi internazionali in alcuni dei paesi dell’America latina, è possibile che creeranno nel futuro opportunità per chi considerasse le prospettive di crescita di medio periodo del continente.

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