La Cassazione si esprime in merito agli accertamenti emessi dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di Fratelli Zara


Fili Zara di Zara Mario & Massimo s.n.c è stata assistita dagli avvocati Raffaello Lupi e Claudio Lucisano.

Con sentenza n. 1800/15/2014 la Commissione tributaria regionale della Lombardia aveva accolto in parte i separati appelli proposti da F.lli Zara di Zara Mario & Massimo s.n.c., in persona del legale rappresentante pro tempore, Mario Zara e Massimo Zara nella qualità di soci, nei confronti della Agenzia delle entrate, rispettivamente avverso le sentenze n. 173, 174 e 175 dell’8 maggio 2013 della Commissione tributaria provinciale di Milano che aveva dichiarato inammissibili per tardività i ricorsi proposti dalla suddetta società avverso rispettivamente l’avviso di accertamento con cui previo p.v.c. della Guardia di finanza – Compagnia di Magenta, l’Ufficio aveva contestato nei confronti di quest’ultima, esercente attività di commercio di animali vivi, per l’anno 2006, l’indebita detrazione di Iva in relazione a fatture ritenute soggettivamente inesistenti emesse da società c.d. cartiere in un sistema di tipica c.d. frode carosello; ai due soci avverso i rispettivi avvisi di accertamento emessi per il recupero a tassazione di maggiori redditi di partecipazione imputati ad essi pro quota.

L’Agenzia delle Entrare resisteva in controricorso.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Inoltre, ai senti dell’art. 3 comma 1 quater D.P.R. n.115/2002, ha dato atto della ussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso a norma del comma 1-bis dello stesso articolo 13.

Involved fees earner: Claudio Lucisano – Lucisano e Associati; Raffaello Lupi – Lupi Raffaello;

Law Firms: Lucisano e Associati; Lupi Raffaello;

Clients: Fratelli Zara di Zara Mario & Massimo s.n.c.; Zara Mario; Zara Massimo;

Author: Andrea Canobbio