La Cassazione conferma la prescrizione decennale per rimborsi di crediti di imposta su dividendi

La Suprema Corte torna a pronunziarsi sulla annosa questione della prescrizione per rimborsi di crediti di imposta derivanti dal pagamento di dividendi da una società italiana ad una società residente in Francia, ai sensi dell’art. 10 delle Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia, confermando la prescrizione decennale di cui all’art 2946 cc e negando l’operatività della prescrizione breve di cui all’art. 38 del DPR 602/1973.

E’ accaduto alla società francese Royal Canin SAS, assistita dagli Avvocati Daniela Stelé e Alessandra Perelli fondatrici di Stelé Perelli Studio Legale, che si è vista riconoscere dagli ermellini il diritto al rimborso di crediti di imposta per oltre 1 milione di Euro, relativi a dividendi versati dalla controllata italiana dal 1996 al 1999.
I due precedenti gradi di giudizio avevano visto soccombente la società francese a cui era stato negato il diritto al rimborso in virtù del decorso del termine di prescrizione breve di diciotto mesi di cui all’art 38  DPR 602/1973.

Alessandra Perelli
Alessandra Perelli

La società francese è, quindi, ricorsa in Cassazione lamentando una errata applicazione dell’art. 38 del DPR 602/1973 e dell’art 2946 cc nonché dell’art 10 della Convenzione Italia – Francia del 5 ottobre 1989 contro le doppie imposizioni e ciò in quanto, pur vertendosi in materia tributaria, la diversa natura del rimborso di crediti di imposta su dividendi rispetto al rimborso di imposta di cui al DPR 602/1973 comporta l’esclusione dal sistema della decadenza dei rimborsi di imposta sancito da tale norma.

La Cassazione, in accoglimento del ricorso proposto da Royal Canin SAS ha accertato il mancato decorso del termine prescrizionale confermando il principio secondo cui “in tema di imposta sui dividendi, il pagamento previsto dall’art 10 della Convenzione contro le doppie imposizioni secondo il quale una società residente in Francia che riceva da una società residente in Italia dividendi la cui corresponsione comporterebbe un credito di imposta, ha diritto al pagamento da parte del Tesoro Italiano di una somma pari alla metà di detto credito d’imposta, diminuito della ritenuta alla fonte prevista al paragrafo 2, esula dal sistema dei rimborsi di imposta sicché la relativa istanza non soggiace al termine decadenziale di cui all’art 38 del DPR 602/1973 ma deve essere avanzata nel termine generale di prescrizione di cui all’art 2946 cc” (Cass., Sez. V, n. 13485 del 15 aprile/1 luglio 2015, conforme inter alia a Cass. n. 691 del 16 gennaio 2015).

Al riguardo, è stato definitivamente chiarito che l’art 38 del DPR 602/1973 disciplina esclusivamente il rimborso di imposte da parte della Amministrazione finanziaria nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento, fattispecie nelle quali il soggetto che ha versato una certa somma a titolo di imposta si avvede solo in seguito di averla pagata per errore o una seconda volta o senza avere l’obbligo e ne chiede la restituzione alla Amministrazione finanziaria a cui l’ha versata.

Non si applica, invece, nel caso in cui il tributo è stato pagato dalla società italiana che ha erogato i dividendi non per errore o in eccedenza rispetto al dovuto, ma in ottemperanza alla legge ed il cui diritto alla restituzione parziale spetta non già alla società italiana bensì al socio estero, in base ad una previsione garantistica del riequilibrio fiscale delle posizioni dei soci residenti in Stati diversi, come già sancito in una precedente pronunzia (cfr Cass. n. 1844 del 26 ottobre 2012).

Scritto da Alessandra Perelli, partner Studio Legale Stelé Perelli

Author: Alessandra Perelli