IOR, assolti Cipriani e Tulli dall’accusa di riciclaggio


Paolo Cipriani e Massimo Tulli, ex direttore e vicedirettore generale dell’Istituto delle Opere di Religione (IOR), sono stati assolti dall’accusa di riciclaggio perché “il fatto non sussiste”.

La sentenza di appello ha confermato quella in primo grado emessa nel 2017, e chiude una vicenda incresciosa per il Vaticano.

Il processo aveva preso il via con un sequestro preventivo, per un ammontare di 23 milioni di euro adottato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nel 2010. Il sequestro era stato disposto perché lo IOR non avrebbe fornito le informazioni necessarie al Credito Artigiano (ora Credito Valtellinese) per attuare gli obblighi di “adeguata verifica rafforzata” previsti dalla normativa antiriciclaggio italiana, e applicati allo IOR, che in una comunicazione della Banca d’Italia alle banche italiane era qualificato come un ente situato in una giurisdizione non europea, che sempre la Banca d’Italia considerava a regime antiriciclaggio “non equivalente” a quello italiano.

I due manager sono stati affiancati dagli avvocati Michele Briamonte e Stefania Nubile dello studio Grande Stevens e l’avvocato Luigi Chiappero, ai quali si sono aggiunti gli avvocati Franco Coppi e Massimo Ferrandino.

Involved fees earner: Luigi Chiappero – Chiusano; Franco Coppi – Coppi Franco; Massimo Ferrandino – Ferrandino Bizzoni; Michele Briamonte – Grande Stevens; Stefania Nubile – Grande Stevens;

Law Firms: Chiusano; Coppi Franco; Ferrandino Bizzoni; Grande Stevens;

Clients: Cipriani Paolo; Tulli Massimo;