Il paese dei tulipani partner privilegiato per le aziende italiane

Paesi Bassi

Intervista a Johan de Flines, partner di MDM Studio Legale & Tributario.

D. Oggi, per i prodotti olandesi, l’Italia rappresenta il quinto mercato di sbocco con un export beni  e il nono mercato di sbocco per servizi, mentre per l’Italia i Paesi Bassi rappresentano soltanto il decimo mercato per importanza.

Quali sono a suo parere i settori nei quali le aziende italiane potrebbero cogliere opportunità per i propri prodotti?

R. I recenti dati emanati dal Governo Olandese di inizio 2017 (fonte Centraal Bureau voor Statistiek) scattano una fotografia degli scambi bilaterale Paesi Bassi / Italia molto interessante, ovvero il raggiungimento, nel 2016, di un movimento di quasi 33 miliardi di euro per scambi di beni e servizi.

Questo dato poggia soprattutto sull’export dall’Olanda verso il nostro Paese (nel 2016 il 2,3% dell’export italiano dei beni era destinato al mercato olandese) a cui va ad aggiungersi anche il potenziale derivante dagli investimenti, posto che proprio questi ultimi   contribuiscono frequentemente ad una crescita economica del paese ospitante: in  Olanda, ad esempio, il 15% dell’occupazione, ovvero 935.000 posti di lavoro, nel settore privato è  imputabile alle imprese estere investitrici, che costituiscono ben il 34% del fatturato nazionale.

Per rispondere, invece, più nel dettaglio  alla sua domanda mi sento di dire che si, certamente si potrebbe  fare di più, ovvero l’Italia potrebbe aprirsi maggiormente verso il mercato dell’intero Benelux, potenziando l’export, che sebbene in lieve crescita, fino ad oggi ha puntato poco verso il nord Europa e l’Olanda risulta infatti solo il 10° destinatario della nostra produzione.

Ci sono settori trainanti dove l’Italia dovrebbe concentrarsi in maniera più mirata (più missioni commerciali, ad esempio) come quello dei  macchinari speciali, macchine agricole e mezzi di trasporto, quello dei prodotti chimici –  in particolare  medicinali e prodotti farmaceutici -, carburanti,  minerali e metalli, nonché il settore dell’abbigliamento, quello alimentare, in particolare quello ortofrutticolo.

D. Il Governo Olandese ha avviato una serie di importanti investimenti infrastrutturali – tra i quali l’ampliamento dell’aeroporto di Schiphol da 12 Miliardi di Euro – che rappresentano opportunità concrete per le aziende Italiane.

Quali sono a suo parere i progetti più interessanti per le aziende Italiane del settore delle costruzioni?

R. C’è in effetti in predicato la realizzazione di un grande progetto infrastrutturale che vede coinvolto non solo l’aeroporto di Schiphol, ma anche il porto di  Amsterdam, nonchè  “l’incrocio informatico” AMS-IX, polo strategico di traffico immateriale di dati e flussi informatici, progetto  denominato nel suo insieme “Mainport”.

In particolare l’obbiettivo del piano di massiccio rafforzamento di Schiphol, già oggi  terzo scalo cargo d’Europa e quinto per passeggeri, è quello di strutturare una convergenza operativa con i principali altri poli aereoportuali del mondo, attraverso un finanziamento europeo già approvato di ben 175 milioni euro con un previsione finale di investimento di 350 milioni euro. Quello mediorientale di Dubai, altro importante hub, si prospetta come primo interlocutore per accordi strategici di collaborazione, anche in vista del prossimo tanto atteso appuntamento Expo 2020.

In questo ordine di previsione, l’imprenditoria italiana come anche molti professionisti potranno senz’altro intercettare ottime occasioni di sbocco in territorio olandese, in ambito ad esempio di progettazione ingegneristica, delle forniture di materiale da costruzione,  delle facilities, e contribuire a concorrere alla realizzazione di molte delle predette opere infrastrutturali, insediando successivamente attività commerciali che rappresentino lo stile e la qualità dei  prodotti del “Bel Paese”.

Da ultimo non andrà dimenticata anche la prevista liberalizzazione del traffico ferroviario  (Schengen 2020), per cui l’aeroporto di Schipol sarà  ripensato come incrocio delle principali tratte che metteranno in veloce comunicazione non solo tutte le maggiori città olandesi – cerchio strategico Schiphol-Amsterdam-Utrecht-Eindhoven-Rotterdam-Den Haag – ma anche l’Olanda con i principali poli industriali di Germania, Belgio e Francia.

Anche questa ulteriore grande opera infrastrutturale potrà costituire nuovo sbocco di mercato per l’imprenditoria italiana.

D. Secondo una recentissima Indagine Oxfam I Paesi Bassi sono il paradiso fiscale societario più aggressivo d’Europa. L’imposta sul reddito per le multinazionali è ufficialmente del 25% ma il paese concede tra i più alti incentivi fiscali alle multinazionali e tante corporation vi trasferiscono enormi quantità di profitti eludendo il pagamento delle tasse altrove. Questo ha consentito all’Olanda di attrarre negli ultimi anni gli headquarter di molte aziende da tutto il mondo e anche dall’Italia. Quali sono a suo parere i punti di forza e i limiti di questa polita fiscale aggressiva?

R. In effetti la politica fiscale olandese ha conquistato negli ultimi decenni un’innegabile vis attrattiva.  Basta pensare a  quante  nostre  importanti aziende quali ad esempio, Fiat,  Parmalat, Prada, Gucci, Luxottica, hanno formalmente sede legale in Olanda, pur senza avere nessuna unità operativa nei Paesi Bassi risultando chiaro lo scopo di mero vantaggio fiscale.

Purtroppo ad oggi l’Italia sotto questo aspetto non si presenta affatto come Paese competitivo e fiscalmente attraente, essendo ancora molto penalizzata da una rosa di fattori che la pongono in cattiva luce rispetto ai potenziali investitori stranieri.

Osservando la classifica del World Economic Forum (WEF),  l’Olanda vanta una posizione di grande prestigio e risulta  al 4° posto, mentre l’Italia è, purtroppo, solo al  44esimo  tra i paesi con “ambiente favorevole per insediamento ed investimenti”.

Secondo WEF gli investitori, specie quelli nordici, lamentano di incontrare eccessivi ostacoli nel mercato italiano: dall’imposizione fiscale, all’inefficienza burocratica, ed anche la difficoltà ad accedere ai finanziamenti oltre alla difficile comprensione della legislazione fiscale ed un diritto del lavoro troppo restrittivo. Esistono poi i vecchi temi, ancora purtroppo percepiti come deterrenti del business quali l’eccessiva incidenza della corruzione negli affari, la scarsa propensione all’innovazione, l’instabilità politica e una forza lavoro inadeguatamente educata.

 


Johan de Flines, partner di MDM Studio Legale &TributarioJohan de Flines

cittadino olandese, è nato l’8 luglio del 1965. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Erasmus di Rotterdam nel 1990. Dal 1993 è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Rotterdam (“Advocaat”) e dal 1996 all’Ordine degli Avvocati di Milano, inizialmente come “Registered Foreign Lawyer” e dal 2006 come “Avvocato”.

Dopo la laurea lavora in Italia in ambito bancario presso la Banca di Roma. Successivamente intraprende la libera professione a Rotterdam presso lo Studio Trenité van Doorne, uno dei maggiori studi legali olandesi, offrendo assistenza giudiziale e stragiudiziale principalmente ad imprese italiane operanti in Olanda.

Nel 1996, stabilitosi definitivamente a Milano, inizia la sua attività di avvocato presso lo Studio Legale Toffoletto, nello specifico affiancando il Prof. Avv. Alberto Toffoletto nell’ambito del diritto commerciale, nonché l’Avv. Franco Toffoletto nelle vertenze giuslavoristiche.

A fine 1999, insieme agli attuali soci commercialisti, Avv. Alberto Balducci, Dott. Marco Trabucchi,  Rag. Gianfranco Trabucchi e l’Avv. Orciani, fonda lo Studio Legale e Tributario MDM con sedi a Milano e Firenze.

Ad oggi, oltre ad aver maturato una significativa esperienza lavorativa nel campo del diritto internazionale, si occupa principalmente di questioni di diritto commerciale, spaziando dalla costituzione di nuove società di compagine soprattutto nord-europea, alle joint-venture, acquisizioni e fusioni, riorganizzazioni, liquidazioni e, più in generale, a tutte le operazioni di carattere straordinario. Fornisce supporto, giudiziale e stragiudiziale, agli imprenditori stranieri determinati a conquistare o mantenere uno spazio sul mercato italiano e viceversa ad imprenditori italiani già attivi o rivolti ai mercati europei.

Assiste altresì società italiane e straniere di medie e grandi dimensioni nel settore immobiliare, degli appalti, dei trasporti, del food & beverage e in ambito assicurativo e bancario.

E’ uno dei soci fondatori di DBLA (www.dbla.nl), network di matrice olandese, che annovera tra i suoi membri numerosi professionisti altamente qualificati, stabilitisi da tempo fuori dall’Olanda e abilitati nel Paese in cui operano oltre che in quello di origine, abituati a collaborare in sinergia  nell’applicazione del diritto territoriale, europeo e internazionale.

Parla e lavora indifferentemente in Italiano, Olandese ed Inglese, e parla discretamente anche Tedesco e Francese.